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“Covid-19”, la Torino del food non sta a guardare e si mobilita. In prima linea il Centro Agroalimentare Torino.

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La solidarietà al primo posto per limitare i “danni” da Coronavirus. “Sono davvero orgoglioso di avere l’onore di guidare questa grandiosa comunità in un frangente così complesso e delicato. Tanti italiani sono in trincea, tanti rimangono a casa ma non sono inerti. Possiamo davvero essere orgogliosi di essere italiani, insieme ce la faremo“ ha detto questo pomeriggio il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo l’approvazione del decreto Cura Italia (qui su Informacibo).

Ecco perché, al di là di alcune polemiche, moltissime sono le azioni di solidarietà che sono in atto in tutta Italia. Oggi parliamo di due iniziativa in corso a Torino.

Sulle pagine social di molti torinesi si fa spazio un’iniziativa che segnaliamo con piacere. Con l’avvio della campagna social #aiutiamochiciaiuta sono scesi in campo  da qualche giorno i pasticceri e i gelatieri che, in una catena di solidarietà, riaprono i laboratori per preparare le colazioni da regalare a medici e Croce Rossa fino a che l’emergenza non sarà finita.

La Torino del food non sta a guardare e si mobilita, ma soprattutto viene immediatamente colto l’appello su Facebook di Oliviero Alotto, Fiduciario Torinese di Slow Food da Simona Riccio, Social Media Marketing Manager,  che ha proposto a Gianluca Cornelio Meglio – Direttore Generale del Caat – Centro Agroalimentare Torino a supportare questa solidarietà.

Gianluca non ha esitato ad accettare e mettersi immediatamente al lavoro con me.

Un grazie particolare al Presidente Marco Lazzarino che, insieme agli Operatori aderenti all’Associazione Apgo che si sono offerti di donare frutta e verdura e al Signor Mohmoud Tarek Kamel titolare del Consorzio #Logistico Global Truck, che si è da subito reso disponibile per la consegna gratuita dei prodotti donati, tutto è stato possibile.

Grazie Donato Troiano, direttore di Informacibo per il dettagliato articolo.

Grazie mille,

Simona

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