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Packaging e ortofrutta. Tra sostenibilità, shelf life e sicurezza alimentare.

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Webinar, 14 maggio 2020.

L’argomento del packaging, insieme a quello della sostenibilità, sono decisamente all’ordine del giorno. Molto interessante quindi il webinar organizzato da MyFruit e moderato dalla Direttrice Raffaella Quadretti al quale ho partecipato il 14 maggio.

Al webinar che porta il titolo Packaging e ortofrutta. Tra sostenibilità, shelf life e sicurezza alimentare, hanno partecipato Sara Limbo, professore associato dell’Università Statale di Milano ed esperta in food packaging, Roberto Zanichelli, direttore marketing di Ilip, Silvia Zucconi, responsabile market intelligence di Nomisma.

L’attenzione delle persone al Packaging a basso impatto ambientale è, soprattutto in questo periodo di Covid-19, cresciuto ancora di più rispetto a prima.

Nel settore dell’ortofrutta, il packaging ha avuto sempre di più un ruolo importante in termini di sostenibilità.

La dottoressa Sara Limbo ha evidenziato quanto il pack sia importante per andare ad abbattere lo spreco alimentare in quanto:
“Tra le cause dello spreco alimentare c’è sicuramente la shelf life“, ma certo perchè un pack deve essere strutturato in modo che il prodotto sia ben conservato e quindi durare più a lungo nei nostri frigoriferi ed infatti dice:
“La sfida non è solo sviluppare materiali ecosostenibili, riciclabili o compostabili, ma comprendere il ruolo di interazione tra l’alimento e il materiale di confezionamento”. Lo abbiamo detto molte volte, ma questo periodo lo ha evidenziato. Era fondamentale avere prodotti il più a lungo conservabili in casa.

Ed ecco infatti che interviene Roberto Zanichelli della Ilip, che si occupa di produzione di imballaggi per ortofrutta e stoviglie monouso, parla delle tre R: riduzione, riciclo e risorse rinnovabili. L’azienda ha realizzato un imballaggio attivo che permette di estendere la shelf life.

MyFruit

Nell’intervento di Silvia Zucconi di Nomisma, si fa un focus importante per la sostenibilità dei brand e dei consumatori, già analizzati anche dall’Osservatorio Packaging di Nomisma.

“Il 43% dei responsabili degli acquisti delle famiglie ci dice che uno sguardo alle caratteristiche del packaging lo dà molto volentieri”. Ma il consumatore è disposto a pagare un packaging più sostenibile? “Il 65% non è disposto a sostenere un prezzo aggiuntivo”. Silvia Zucconi lo aveva già fatto presente in altre occasioni, oggi lo fa nuovamente presente per ricalcare la necessità di porre attenzione da parte delle aziende e dalla grande distribuzione organizzata. Tema sicuramente importante per tutti i player della filiera agroalimentare, come quella di rivedere il peso dell’imballaggio soprattutto in questo momento dove l’acquisto online è aumentato. Una leva importante per raggiungere maggiori efficienza di sostenibilità.

Sara Limbo fa notare quanto le funzioni del pack sono importanti, quali per esempio la protezione del prodotto alimentare esattamente come la sicurezza alimentare e pack strutturati anche in favore dell’ambiente e del consumatore. Fino ad ora il consumatore lo dava per scontato, in fase di lockdown invece è diventato prioritario. Non da poco è necessario segnalare quanto le persone abbiano preferito un prodotto confezionato, ma non in tutti i settori, per esempio in ortofrutta non abbiamo avuto lo stesso segnale rispetto ad altri prodotti confezionati.

Purtroppo, come spesso avviene, non viene comunicato al consumatore, mentre è necessario! Non mi stupisce la cosa! Comunicare la sicurezza alimentare al consumatore e fare percepire che il prodotto viene conservato e protetto, direi che è necessario!

Si sottolinea anche la necessità del riciclo, ma si fa notare quanto sia necessario fare educazione sociale:
“ci vuole una presa di coscienza sociale, ma anche politica ed economica. Ci vogliono interventi strutturati. Chi fa riciclo non deve essere l’ultimo anello della filiera ma può dare informazioni importanti per il ripensamento del packaging” dice ancora Sara Limbo.

Si va verso la conclusione del webinar apostrofando l’importanza di utilizzare il pack come mezzo di comunicazione. Ma certo, lo abbiamo detto sempre con Silvia Zucconi anni fa e lo ribadiamo:

“Dobbiamo consentire al consumatore di capire quale è l’impatto ambientale di una confezione, perché al momento è ancora un argomento tecnico. Ci vuole una comunicazione  più semplice, chiara e precisa. È uno sforzo che deve essere fatto da tutti i player. Soprattutto se vogliamo una compartecipazione del consumatore al costo della sostenibilità”.

Ed ovviamente questa attenzione alla sostenibilità da parte del brand nei confronti del prodotto, ma anche verso le persone, animali ed ambiente, significa rafforzare il rapporto con il consumatore, ma anche con quello che non lo è ancora, quindi lavorare anche sul potenziale consumatore. Avere un consumatore consapevole vale a dire avere un consumatore attivo.

Concordo ogni singola parola ed invito chi ha piacer di ascoltare tutto il webinar di ascoltarlo nel link qui sotto.

Vorrei fare i miei complimenti a Raffaella Quadretti e mi auguro di poter ascoltare anche altri webinar di questo calibro.

Grazie,

Simona

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