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Marca 2020 – SanaUp – Blockchain per il settore del biologico.

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Giovedì 16 gennaio: “Innovazione digitale del settore della certificazione biologica: la blockchain a supporto della garanzia della produzione fino al consumatore finale”.

E’ sempre più importante garantire il prodotto attraverso la tracciabilità e trasparenza della filiera. Si può fare attraverso la Blockchain. Spesso ne avete sentito parlare nei miei interventi e post proprio perchè spesso se ne parla e non si sa di cosa si stia parlando, è necessario fare parlare gli esperti, che a volte non sono completamente concordi tra loro considerando che la blockchain non è ancora normata.

L’obiettivo prioritario della Blockchain nella certificazione biologica è quello di integrare i sistemi di 👉garanzia per il👉 consumatore con 👉soluzioni tecnologiche innovative volte ad aumentare il livello di 👉trasparenza nella gestione dei dati delle 👉filiere 👉agroalimentari e al contempo ad👉 ottimizzare i flussi di 👉comunicazione fra le parti, la gestione dei dati dei molteplici attori delle filiere e l’informazione al consumatore.

Gli obiettivi sono sempre due: tutelare i prodotti e informare il consumatore circa la storia del prodotto, dal campo alla tavola, come sempre.

[ Marca 2020 – Convegno sulla Blockchain/Bio ]Questo pomeriggio mi dedico interamente al settore del bio, nel settore…

Pubblicato da Simona Riccio su Giovedì 16 gennaio 2020

L’applicazione della blockchain nelle filiere certificate bio vuole dire andare a tutelare i prodotti che sono sempre più acqusitati da persone attente a ciò che consumano. Secondo quanto detto al convegno, si tratta di una sorta di “bollino parlante” che viene applicato sui prodotti per andare ad informare il consumatore finale tramite il suo smartphone. Vengono comunicati l’origine, la qualità, la sostenibilità la tracciabilità dei prodotti, con importanti ricadute sia in termini di consumer experience sia in termini di anti-contraffazione e di controllo delle frodi.

A tal proposito Michele Zema, direttore commerciale dell’ente di certificazione CSQA, spiega come con il supporto della blockchain, i certificatori potranno contare su un nuovo strumento, il virtual audit: la possibilità di verificare da remoto: «Con la digitalizzazione e la tecnologia – ha spiegato – potremo controllare la filiera pezzo per pezzo, arriveremo a controllare costantemente e continuamente tutto il prodotto; perché il virtual audit ha il grande vantaggio dell’immediatezza».

Gianpaolo Sara di Euronet, società di servizi statunitense, fornitore di soluzioni digitali, ha spiegato il funzionamento di Choral Chain, la piattaforma che si basa sull’utilizzo di Blockchain pubbliche e private per la tracciabilità dei prodotti food: «con un semplice QR Code arriveremo a conoscere tutta la storia del prodotto, dal campo alla tavola, le blockchain si basano su dati verificati e validati». Sul discorso pubbliche e private, c’è sempre qualche perplessità.

Conclude l’intervento Massimo Bolchini, di GS1 Italy, ente italiano autorizzato al rilascio dei codici a barre, che ha evidenziato i benefici della blockchain come la trasparenza dei processi, la visibilità e trasparenza, sicurezza alimentare, conoscenza della storia del prodotto e anticontraffazione: «La blockchain è una dimostrazione di trasparenza».

Aggiungo che è importante affidarsi agli specialisti.

Grazie.

Simona

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