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Festival del Giornalismo Alimentare – Torino, 20-21-22 febbraio 2020 – Eventi: Comunicare la cultura del cibo italiano nel mondo.

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Al Festival del Giornalismo Alimentare è stato affrontato un argomento decisamente interessante: COMUNICARE LA CULTURA DEL CIBO ITALIANO NEL MONDO

“Come è percepita all’estero la nostra tradizione alimentare e come possiamo promuoverla in modo sempre più efficace”.

👉Anna Prandoni (Direttrice Panino italiano Magazine)

👉Cristina Bowerman (Associazione italiana ambasciatori del gusto)

👉Vincenzo Pagano (Direttore Scatti di Gusto)

👉Lara Loreti (La Stampa, membro Associazione Enogastroalimentare Toscana)

🗣Modera: Maria Cristina Alfieri (Direttrice Food Magazine)

Molto interessante questo panel considerando che il tema mi tocca da molto vicino.

Il cuore della discussione ricade sulle nostre eccellenze italiane, le nostre tradizioni e territorialita’ che sono da tutelare, raccontare e comunicare in maniera completa ed innovativa. Si parla di marketing territoriale, turismo, mostre interattive, inclusione, rispetto, social network. Italian sounding da combattere? Cristina Bowerman: “no, tanto ci sarà sempre. Concentriamoci sulla cucina italiana”.

Ma andiamo in ordine:

👉 Anna Prandoni: Panino Italiano Magazine non è da sottovalutare e pensare che si tratti solo di parlare di “un panino”, ma di fare cultura attraverso il racconto degli ingredienti inseriti nel panino, di comunicare, tutelare e promuovere l’Italia. Disciplinare per educare e voler portare nel mondo una comunicazione corretta ed essere portatori sani della storia. Farlo anche attraverso delle mostre interattive, accademie, ambasciate e centri di ascolto, ma anche centri culturali dove le persone straniere possono scambiarsi le culture. Comunicare il cibo attraverso le persone.

Mi viene da dire: “diffondere cultura il più possibile”.

👉 Cristina Bowerman: 1) usare i social media per diffondere in maniera corretta la cucina italiana soprattutto sul territorio; 2) educare al gusto; 3) criteri dello stile italiano; 4) l’italian sounding c’è ed esisterà sempre, sicuramente la lotto deve continuare, ma dovrebbe concentrarci di più sulla cucina italiana, sulla diffusione della tradizione della nostra cucina proprio perchè non possa venire confusa con la cucina non italiana. E’ necessario cambiare la mentalità, è necessario e fare inclusione delle persone che hanno una cucina diversa dalla nostra, si tratta di fare sistema, di essere ospitali e fare squadra. Ricorda ancora che il turismo enogastronomico diventi una delle principali attività dell’associazione “Ciao Rosa”. Fare inclusione significa anche, mi permetto di aggiungere personalmente, fare conoscere ma conoscere le usanze delle altre culture.

👉 Vincenzo Pagano: da buon napoletano, non poteva fare mancare la trasmissione della passione per il proprio cibo e soprattutto l’attaccamento alla Pizza Napoletana. La comunicazione del piatto viene immediatamente percepito attraverso la foto, ma attenzione, fa notare, una mozzarella campana dop non può essere riconosciuta se vera o falsa attraverso una foto se non vi è un tag o un riferimento. E’ necessario sapere utilizzare i social network per combattere le fake news. La sua associazione ha lavorato sulla Cucina Topica>>Cucina Tipica. La pizza napoletana è l’arte di fare la pizza che è stata riconosciuta come patrimonio Unesco. Per tutelare la pizza e Napoli, hanno fatto squadra ed hanno fatto anche la pizza tradizionale contemporanea all’interno del “Napoli Pizza Village”, un evento che ha coinvolto pizzaioli di tutto il mondo ed è stata inclusione all’ennesima potenza tanto che a Napoli durante l’evento sono arrivate persone, non solo pizzaioli, da tutto il mondo dando valore alla pizza ed alla città. Vino, ospitalità, pizza contemporanea…evoluzione!

👉 Lara Loreti: Nutry Inform Battery (Kaos). E’ necessario raccontare il cibo inserendo percorsi turistici, mangiare bene e visitare Torino anche in lingua.

[ Festival del Giornalismo Alimentare – Evento ]⌚12.10-13.00 COMUNICARE LA CULTURA DEL CIBO ITALIANO NEL MONDO"…

Pubblicato da Simona Riccio su Venerdì 21 febbraio 2020

Mi sento, da social media marketing che sono, che comunicare e diffondere cultura sana attraverso i social network, ma soprattutto attraverso la condivisione reale con gli amici, significhi comunicare, diffondere e tutelare il made in italy, ma anche inclusione comprendendo le esigenze altrui. E ne abbiamo molto bisogno.

Per qualsiasi tipo di informazioni aggiuntive o in caso di necessità, potete chiamarmi o scrivermi QUI.

Grazie,

Simona

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