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Osservatorio Buona Pausa Pranzo di Cirfood. Le opportunità da cogliere che offre la ristorazione.

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Nel mese di dicembre, la domanda: “Quali sono le abitudini degli italiani in pausa pranzo?” ha ispirato l’indagine condotta da Nomisma per l’Osservatorio Buona Pausa Pranzo di CIRFOOD che ha coinvolto lavoratori e studenti, di età compresa tra i 18 e i 55 anni, che fanno la pausa pranzo fuori casa regolarmente almeno 2 o 3 volte alla settimana.

Ho seguito live la trasmissione che è stata moderata dal Germano Lanzoni ed alla quale hanno partecipato il Dott. Mauro Mario Mariani, nutrizionista di Linea Bianca – Linea Verde e Buongiorno Benessere, Elena Bauer, Communication Manager di IFOMSilvia Zucconi, Responsabile Market Intelligence di Nomisma – Silvia Trigilio, Direttore Responsabile de Il Giornale del Cibo. Sono stati toccati punti molto interessanti e soprattutto hanno confermato l’ennesima opportunità da cogliere da parte della ristorazione ed HO.RE.CA tutta ampliando la visual. Nello specifico hanno parlato di #BuonaPausaPranzo all’interno di mense aziendali, ma il DNA del discorso, a mio avviso, è valido ed applicabile per tutto il settore HO.RE.CA. quindi vorrei fare una serie di constatazioni e riflessioni.

Silvia Trigilio disegna un quadro che trova conferme nelle tendenze emerse nel Rapporto Coop 2019:(versione definitiva appena uscita) dove appunto nelle scelte di consumo alimentare degli italiani per il 2020, si conferma l’attenzione ad un’alimentazione salutare e di qualità con un ritorno alla tradizione.

  • molte le persone che pranzano fuori casa
  • cercano di mangiare buono e sano
  • un modo per “staccare la spina”
  • sane abitudini
  • un luogo dove mangiare cose buone e sane
  • la pasta è sempre il piatto preferito.

La pausa pranzo ha una durata di 40 minuti circa ed ovviamente la si vuole gestire nel migliore dei modi. Per tutti i tipi di profili analizzati viene confermato il desiderio di optare per scelte salutiste e di benessere con la richiesta di piatti light con basso contenuto di grassi, ingredienti biologici, naturali, ma anche proposte ipocaloriche e iperproteiche. Confermato ancora dal Rapporto Coop, sia in casa sia nei consumo outdoor, la maggioranza degli italiani fa emergere il desiderio di mettere al centro la cucina italiana tradizionale e regionale, ma sta crescendo l’interesse per la cucina giapponese e cinese seguite dalla cucina etnica. Ne emerge il piacere di fare nuove esperienze e tracciare nuove tendenze e nuovi stili alimentari.

La pausa pranzo vuole essere percepita come un relax, un piacere da condividere, pratico, gustoso, vario e con la richiesta di un servizio soddisfacente.

Quali sono le abitudini della pausa pranza secondo l’Osservatorio Nomisma? Mettiamo a confronto le varie realta.

https://www.cirfood.com/it/news/osservatorio-buona-pausa-pranzo-di-cirfood-alto-gradimento-per-la-ristorazione-aziendale

Ce ne parla Silvia Zucconi di Nomisma

#BuonaPausaPranzo va ad evidenziare, con un panel di oltre 61.000 utenti, come la pausa pranzo sia irrinunciabile per 8 utenti su 10 . Con un tempo a disposizione di circa 40 minuti, la maggior parte di essi (73% del campione) preferisce un pasto completo in una mensa o in un locale con cucina anche se in molti la consumano a casa o ancora prodotti portati da casa.

Anche se solo il 35% degli intervistati dichiara di lavorare per un’impresa che offre un servizio di ristorazione aziendale, la maggior parte (80%) ritiene che esso sia un servizio importante da offrire ai propri dipendenti.

Cosa vorrebbero i nostri italiani in pausa pranzo?

  • Un cibo gustoso
  • Staccare la spina come abbiamo già fatto emergere
  • Un giusto prezzo – economico, magari con un menù sano a prezzo fisso
  • La velocità del servizio, che il pasto venga consumato nel giusto tempo

Dove vorrebbero passare la pausa pranzo?

  • All’interno di un luogo o ambiente piacevole come un ristorante o una tavola calda.

Cosa vorrebbero consumare gli italiani?

  • Anche Nomisma conferma lo stile di vita salutistico con consumi di cibi light e a basso contenuto di grassi, ad alto contenuto protico, senza glutine, senza lattosio ma soprattutto, che siano prodotti naturali biologici. Il mondo del biologico non trova fine!
  • Si conferma la tipologia della Cucina Tradizionale Italiana e Regionale, ma con un forte interesse alla Giapponese, Cinese e Greca.
  • Interesse ai consumi away from home per le caratteristiche degli ingredienti: materie prime da filiere tracciate e controllate, a Km 0 o biologiche. Forte interesse anche per l’impatto ambientale collegato alla produzione delle pietanze.
  • Consumo di spezie come zenzero, avocado, cous cous; superfood quali mirtillo rosso in primis, semi di chia, bacche di goji, radice di ginseng, semi di canapa e spirulina, in coda soia, avocao e quinoa.

Cosa vorrebbero dalla ristorazione aziendale?

Chi frequenta la mensa aziendale è tendenzialmente una persona più attenta ai prodotti ed alle materie prime, ha facoltà di ricevere informazioni.

E’ emerso quanto la ristorazione aziendale viene ben percepita da chi la utilizza sia a livello di gusto dei pasti, di varietà e rotazione del menù, con la scelta degli ingredienti facenti parte la dieta mediterranea quali cereali, legumi, olio evo, frutta, verdura, pesce e pollo. Fanno ormai parte delle nostre abitudini le spezie ed i super-foods, come già evidenziato però risulta il limitato l’utilizzo perchè è ancora scarsa la conoscenza, perchè non vengono trovati nei negozi generalmente frequentati, per moda, per un costo elevato e perchè non si notano gli effetti positivi di cui si parla.

Riepilogando!

Un peccato direi visto che ho voluto comparare più realtà che alla fine portano ad una sola e semplice conclusione: Le persone hanno il bisogno di consumare prodotti buoni, sani e garantiti. Le opportunità vengono offerte, bisogna coglierle, come per esempio:

  • Sensibilizzare le aziende ad aumentare le mense dove poter fare mangiare bene e sano, andando a fare educazione alimentare ai dipendenti che a loro volta porteranno a casa estendo il life style alla propria famiglia.
  • Selezionare, sempre da parte delle aziende con mense, professionisti in grado di cucinare e trasmettere un’educazione alimentare ai dipendenti. Che le aziende fornitrici del servizio alimentare possano fare delle scelte di acquisto di prodotti corrette dai distributori che a loro volta si riforniscano da produttori italiani, anche i più piccoli, che producono eccellenze italiane.
  • Creare più attenzione ai menù da parte dei bar, ristoranti e catene di ristoranti che possono somministrare ottimi pranzi alle persone che non hanno possibilità di usufruire della mensa aziendale. Spesso ci sono i soliti panini senza proporre, per esempio, pesce, formaggi, frutta e verdura fresca e magari un buon dolcino leggero. Cerchiamo di aiutare a non far saltare la pausa pranzo anche attraverso di consegne alternative.
  • Creare più educazione alimentare, più stimolo alle figure di ristorazione (tutte) per proporre prodotti che rispondono alle esigenze e bisogni, ma allo stesso tempo fornire i giusti servizi ed il giusto format per la ristorazione anche attraverso la distribuzione e molto altro, credo sia lavoro da fare per fare emergere le nostre eccellenze italiane.

Ed a questo, proprio qualche giorno fa, come si legge su FoodWeb , ha provveduto un’Azienda che conosco molto bene ed è Gruppo VéGé che insieme a Metro Italia ha creato un’importante partnership: un’alleanza d’acquisto operativa dal 1 gennaio e della durata di tre anni. L’accordo conferma il crescente interesse del Gruppo guidato dal Presidente Nicola Mastromartino e dall’AD Giorgio Santambrogio per l’away from home (di cui abbiamo parlato nell’articolo) e, nel contempo, quello del colosso tedesco per un partner “importante, con format diversi e concretamente interessato al fuori casa”, come ha sottolineato Tanya Kopps, AD di Metro Italia.

Più di così non posso fare, ne parlo, ne continuo a parlare ma alla fine ricordo sempre le parole di un grande imprenditore che mi disse: “Simona, le persone vogliono solo una cosa: mangiare buono, sano e di qualità, in compagniam magari accompagnato da un buon bicchiere di vino, in un luogo carino con gli amici, divertendosi, condividendo sui social network e pagando il giusto”.

Spero di avere fornito elementi utili per il settore, ed ovviamente resto a disposizione in caso di necessità e di approfondimenti in ottica di business.

Simona

Galleria

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